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R. M. Zaccaria (a cura di), 2013, Sebastiano Bartoli e la cultura termale del suo tempo, Olschki, Firenze. Recensione di D. Weber (Assegnista di ricerca MED/02, Storia della Medicina)

Questo volume raccoglie gli atti del convegno di studi su Sebastiano Bartoli tenutosi a Fisciano nel maggio del 2011. I quattordici contributi rivolgono l'attenzione sia alla figura di Sebastiano Bartoli medico e professore di medicina a Napoli sia ai suoi scritti scientifico letterari sia all'ambiente culturale partenopeo del XVII secolo. Il saggio di apertura (Conforti) affronta il tema della presenza del termalismo nel territorio campano, concentrandosi sulle varie valutazioni in merito date dal Bartoli in alcune sue opere.
I contributi successivi, invece, mettono maggiormente in luce la personalità di Sebastiano Bartoli descrivendo
l'ambiente medico-scientifico nel quale questi si muoveva (Musi), l'ambiente familiare (Paolucci-D'Apolito) e, infine, quello culturale (Torrini): membro della nota Accademia degli Investiganti, il Bartoli veniva spesso coinvolto nelle discussioni ardite che vi si tenevano, trasponendo la peculiarità delle idee là dibattute nelle sue opere, messe addirittura al bando dalle autorità.
Che si trattasse di una personalità dagli interessi scientifici particolari e non conformi viene sottolineato dai saggi successivi, che definiscono il Bartoli “eretico” (Trabucco), anche in virtù del tentativo di contrastare l'imperante galenismo che imperversava a Napoli nel Seicento (Rascaglia). Parte del volume è dedicata alla descrizione ed all'analisi delle opere del medico napoletano: in primo luogo, viene illustrato il contesto letterario che aveva preceduto ed aveva preparato il terreno alla diffusione dei suoi molti scritti (Andria); in secondo luogo, vengono analizzati alcuni lavori specifici di Sebastiano Bartoli (Dall'Oco; Stefanizzi).Nell'adottare talvolta una lettura linguistico-strutturale di alcune sue opere (Leone) talvolta una lettura antiquaria, che si sofferma, quindi, sulle fonti letterarie classiche di riferimento (Muci), i saggi a riguardo mettono in evidenza l'ampiezza della formazione culturale dello scienziato.


Infine, gli ultimi contributi della raccolta sono dedicati all'eredità scientifica lasciata dal Bartoli, riscontrabile
nell'evoluzione della medicina termale agli inizi del diciottesimo secolo (Mazzola; Zollino). Strutturato in modo logico e scritto in modo chiaro, questo volume offre, in ogni suo contributo, una descrizione nitida di Sebastiano Bartoli, ma senza trascurare il contesto storico, letterario e politico nel quale questi era inserito.
Dalla lettura dei saggi, infatti, emerge un affresco completo della società napoletana del Seicento, caratterizzata dalla diffusione di un sapere filosofico inquieto ed in continuo fermento: è proprio grazie a questi frequenti rimandi alla cultura dell'epoca che la personalità del Bartoli viene colta in tutta la sua singolarità di medico, di filosofo e di letterato.

 

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ultimo aggiornamento: 15-Gen-2016
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