Salta gli elementi di navigazione
banner
logo ridotto
logo-salomone
SC-SALUTEUMANA Scuola di Scienze della Salute Umana
Home page > Scuola > Newsletter n° 03/15 > Articoli e recensioni > Newsletter N. 02/2014 > Il Fascino Discreto della Malattia. Il male e la sua cura nella storia e nella letteratura

Il Fascino Discreto della Malattia.

Il male e la sua cura nella storia e nella letteratura

Autore: Ferdinando Borroni
Edizione: 5a
Anno di pubblicazione: 2013
Gruppo Editoriale l’Espresso
Reperibile su: www.ilmiolibro.it
Pagine: 176
Prezzo di copertina: 12 €

 

Il Fascino discreto della malattia si presenta come una trasposizione contemporanea de “L’origine dell’opera d’arte” di M. Heiddeger, un incisivo riflettere sull’esistere dell’uomo a confronto col suo limite principe (morbus) e la sua diretta conseguenza (infirmitas).

Borroni sa ben proporre e ripercorrere a tratti precisi ed alterni quella che è stata la genesi della malattia come definizione scientifica, una vera e propria forma d’identità civile e sociale in quanto “patrimonio” individuale e comunitario della persona che (inevitabilmente) ne è o ne verrà affetta.
La Salute, le cure ed i suoi attori (uomo-paziente) come un filo rosso che caratterizza, unisce e divide la storia della medicina, con toni sociologici di sottofondo che ben definiscono il dilagare della malattia nelle “storie di vita di ciascuno”, mentre l’antropologia adoperata dall’Autore ci aiuta a non-dimenticare il senso d’appartenenza e di finitezza della natura umana.
Il testo sembra ricercare e suggerire un nuovo pensiero ed un diverso pensare dell’Essere in malattia (aegrotus); il male non sempre, solo e soltanto come uno stigma inesauribile, bensì secondo la lettura di Borroni, forse un vero richiamo per l’uomo nel porre sguardo alle tensioni della vita, ai limiti del proprio corpo, al senso della cultura della cura e del curare o più profondamente del vivere.

In tutto ciò, il tempo viene concepito come uno spazio definito e finito di cui l’uomo dispone, in salute ed in malattia, da solo o in “compagnia”, un varco, una complessa circolarità di emozioni e vissuti che ben vanno oltre la “cosa” (res) in quanto evento singolo, ma che assumono il ruolo di coscienza (objectum).

Il Fascino discreto della malattia sembra far risuonare e richiamare la responsabilità della storia e della filosofia rispetto ai “propri uomini” ma ancor prima di ciascuno di fronte al proprio Sè, nel valorizzare e potenziare, sì i progressi della scienza più moderna, ma anche e soprattutto quei gesti, quei comportamenti ed quegli atteggiamenti sottesi di chi deve vivere alle spalle o in ostaggio di una malattia. Si parla, così, di male evidente e tangibile che si palesa e si vede (quello organico), ma anche di dolori forse bizzarri e spesso ancor più terrorifici, quel male incomunicabile, giudicato e ben nascosto (cerebrum).
Dalle origini dell’evoluzionismo Darwiniano, fino al pessimismo tedesco di T. Mann, Borroni parla della necessità di una lettura e della conseguente interpretazione del sintomo (S. Freud), come una condizione umana relata ad una funzione spirituale (anima). Il dolore e il dolère non solo, quindi, come segnali di allerta e punizione inflitta, ma come vera e propria condicio; finalmente si parla di un uomo che non sempre deve essere alle prese col proprio senso di colpa interiore.

Una malattia, quindi, che ha la forza di allontanare e sconfiggere quel senso di inadeguatezza morale (Riforma religiosa) verso una nuova elevazione intellettuale, del bene e del male, come accadimento riflessivo per il progresso speculativo umano. Passato, Presente e Futuro a confronto, quindi, anche e soprattutto rispetto alla Qualità della Vita. E’ dalla grande filosofia greca classica, dalla concezione biologica dei pitagorici, fino alla dottrina dell'armonia, che il testo può ricavare l'opera e l’operato di grandi medici e di una medicina “giusta”, attraverso gli antichi principi della medicina umorale, secondo cui la guaritrice per eccellenza è e rimane la natura.

Contemplare, Comprendere, Seguire e Perseguire; anche questo è il fascino suggerito, narrato e dipinto con stile da Ferdinando Borroni.

 

Iacopo Lanini, 6 gennaio 2014

 
ultimo aggiornamento: 23-Apr-2015
Unifi Home Page

Inizio pagina