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SC-SALUTEUMANA Scuola di Scienze della Salute Umana
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Elaborato studente: Come cambia la relazione fra medico e paziente nel corso della storia: da Ippocrate ai giorni nostri

La storia della medicina è ricca, densa, vasta e caratterizzata da tematiche che tendono a proporsi in maniera continua e ripetitiva nel corso dei secoli. Fra queste, attualmente, riveste particolare attenzione il concetto di relazione clinica, cioè il rapporto medico-paziente.
Per tradizione, non è infatti un passaggio così netto, bensì graduale: la medicina razionale, la medicina che prende le distanze da quel misticismo religioso imperante nelle culture mesopotamiche, nasce in Grecia.

Il V sec a.C. è per la Grecia un periodo floridissimo: si impone il λογος, con le sue molteplici accezioni di “parola”, “discorso”, “ragione”; vivono grandi personalità quali Pericle, Socrate, Platone, Sofocle; fioriscono la filosofia, la politica, il teatro, l’arte. Nella rigogliosa civiltà greca anche la medicina si impone come τεχνη grazie ad Ippocrate di Cos, in arabo chiamato Abu-qratis (padre). Questi imposta una pratica medica che non concepisce più come unica causa patologica l’intervento divino, ma che si basa su uno specifico esame clinico (osservazioneauscultazione-succussione-palpazione) e, soprattutto, sulla ricerca delle αιτια (cause) tramite l’interazione medico-paziente. Il medico ippocratico si prende cura del proprio paziente dal momento che è suo interesse che il malato guarisca: in gioco vi è la δοξα (reputazione) del medico. Il paziente a sua volta si affida al medico interagendo con quest’ultimo in maniera diretta e confidenziale.

Tramontata la figura di Ippocrate, la medicina come τεχνη unitaria diffrange in una spaccatura che si risolverà solamente a cavallo fra Settecento e Ottocento: medicina-filosofica e medicina-pratica. La relazione medico-paziente rimane comunque una chiave di lettura costante, basti pensare, in primo luogo, all’ ars medendi prettamente paternalistica della cultura romana delle origini, dove il pater familias si occupava in prima persona del membro della propria famiglia malato, e, in secondo luogo, alla medicina galenica. Galeno (II sec d.C.) è la seconda figura di spicco della storia della medicina fin’ora affrontata. Egli tenta di rimarginare la frattura fra la medicina “teorica” e la medicina “pratica”, quest’ultima decisamente disprezzata. Il grande medico di Pergamo da una parte sostiene, andando controcorrente, l’importanza di osservazioni dirette tramite esperimenti anatomici e quindi un incremento delle conoscenze scientifiche, dall’altra egli esplicita la necessità di un miglioramento delle modalità con cui il medico si rapporta con il malato; questa interazione deve avvenire in termini di disponibilità, chiarezza e correttezza. Al medico non basta sapere, egli deve saper fare e saper essere, possedere determinate qualità ontologiche (acutezza, sensibilità, equilibrio), per questo Galeno afferma: “Quod optimus medicus sit quoque philosophus”.

Ippocrate e Galeno saranno protagonisti assoluti per molti secoli, ma la figura del medico e la relazione clinica da essi proposte sono destinate a mutare. Nel Medioevo torna pregnante l’aspetto religioso che si radica in ogni disciplina: dall’arte, alla filosofia, alla medicina stessa. Permane la divisione fra la riflessione epistemologico-ontologica e la medicina pratica. Quest’ultima diviene assistenziale: il curante, che non coincide più con la figura del medico, si prende cura di colui che chiede aiuto, non facendo distinzioni fra malati, poveri, viaggiatori, seguendo il principio della caritas. Nel Basso Medioevo si verifica un cambiamento importante: il clero decide di limitare il proprio ruolo all’interno dell’assistenza sanitaria; si istituzionalizza l’educazione medica con la nascita delle università e vi è un certo recupero della πραξις chirurgica, pur rimanendo ancora esclusa dall’insegnamento. Il medico, istruito e appartenente ad un’ élite sociale ristretta, perde contatto con il paziente; inoltre questo distanziarsi dal malato è favorito dal fatto che il Medioevo stesso è un periodo di grande sfiducia e diffidenza a causa del dilagare di epidemie, quali la peste.

L’interazione medico-paziente perde sempre più importanza nei secoli che decorrono dal Trecento al Seicento. Lo sviluppo dell’anatomia (“De humani corporis fabrica” 1543, Vesalio), della fisiologia (“De motu cordis” 1628, Harvey), della nosologia, della farmacologia, della chimica fanno della medicina una scienza a tutti gli effetti, penalizzando lo studio dell’individuo. Non è più il soggetto inteso come unità ad essere centrale, ma lo sono la malattia e la disfunzione. Il metodo ippocratico-galenico non è mai del tutto abbandonato, ma il meccanicismo e la divisione cartesiana res cogitans-res extensa nel Seicento sono predominanti. Con l’Illuminismo osservazione e sperimentazione diventano i nuovi metodi d’indagine; la migliorata strumentazione e l’esame clinico sempre più dettagliato e matematizzato accentuano questo progressivo processo di spersonalizzazione del malato.

Nell’Ottocento, con i galatei medici, si tenta di recuperare la dimensione di interazione e comunicazione fra medico e paziente. L’eloquenza medica deve essere “ingenua, schietta e nobile”, ma soprattutto “chiara e limpida”, il medico non deve parlare al malato, ma con il malato. Nonostante questo tentativo, l’approccio del medico è sempre più scientifico. Con il Novecento, a causa della settorializzazione e della specializzazione della medicina, il medico viene sempre più visto come un “tecnico”, mentre il paziente nella sua unicità e complessità viene sempre più ricondotto alla malattia, alla disfunzione che causa la patologia. Oggi più che mai la distanza fra medico e paziente è tangibile. Nascono molti progetti, ancora in via di sviluppo, che tentano di ovviare questa problematica, portandola all’attenzione delle nuove generazioni. E’ importante che i futuri medici sappiano “guardare con occhiali diversi: quelli finora indossati non sono certo i migliori né i meno deformanti” (Un altro giro di giostra, Tiziano Terzani).

 

Silvia Ferrari

 
ultimo aggiornamento: 08-Mag-2014
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