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SC-SALUTEUMANA Scuola di Scienze della Salute Umana

Le trame della cura. Le narrazioni dei pazienti e l’esperienza di un medico per ripensare salute e malattia

Autore: Zuppiroli
Anno di pubblicazione: 2013
Emmebi edizioni - Firenze
Pagine: 143
Prezzo di copertina: 14 €
Recensione prof. D. Lippi (Professore Associato MED/02)

 

Il medico filosofo è simile a un dio.
Con questa affermazione, Claudio Galeno, una delle figure più significative della Medicina classica, alludeva alla necessità, per il medico, di lasciarsi guidare, nell’agire pratico quotidiano, da un ragionamento alto, sostanziato di riflessione filosofica: non è un caso che, ancora oggi, si torni ad insistere sulla necessità di una Filosofia della Medicina, non solo intesa come ‟analisi epistemologica del sapere medico” o come ‟analisi dell’agire medico”, quanto come una filosofia che affronti il problema dell’uomo nel suo complesso, configurandosi, in realtà, come un tipo particolare di antropologia.
Nel volume di Alfredo Zuppiroli, questo approccio è tangibile e permea tutta la sua opera, scendendo dallo scranno della teoria, per calarsi nel vissuto esperienziale di medico.
Il libro è diviso in due parti: Cura e persona, la prima; Cura e società, la seconda.  In apertura, la Prefazione di Sandro Spinsanti, in appendice un ricco corredo di note e bibliografia.
Se le due grandi sezioni sono quantitativamente equilibrate, sono, però, molto diverse nel contenuto, anche se si riconosce un ordito comune:  nella prima parte, parlano i pazienti. Nella seconda parte, è l’Autore che dà voce alla sua riflessione.
L’elemento, inquietante, che lega le due parti, è il titolo, in cui si avverte quasi una sfumatura accusatoria:  le trame. Trans+meare, passare al di là. In origine, il complesso dei fili dell’ordito, sollevati per far passare la spola; poi, particolare struttura di un tessuto, dipendente dal modo in cui i fili sono stati intrecciati e, metaforicamente, un disegno, una manovra macchinata di nascosto… Perché un titolo così ambivalente?
La risposta viene suggerita progressivamente, si rivela a poco a poco, attraverso le storie dei pazienti, fino alla dimensione finale, più generale, conclusiva, evidence based.
Il Leitmotiv, che attraversa costantemente l’ordito del testo, è il richiamo a un concetto di salute e di benessere globale, attraverso la considerazione di tutti e tre i piani della malattia (disease, illness, sickness): la cura dell’aritmia di Francesca non può prescindere dal suo disagio familiare, dal carico di stress quotidiano; il cancro di Ilaria non si inscrive solo nello specialismo dell’oncologia.
Questo approccio globale, che tiene conto della soggettività del paziente, del suo mondo di esperienze ed emozioni, della sua gerarchia  valoriale, è l’obiettivo, che l’Autore tende a raggiungere attraverso una metodologia tanto antica quanto attuale, l’approccio narrativo.
Narrare l’esperienza di malattia è, infatti, una strategia che può aiutare il paziente a ricostruire quel sé che la malattia ha frammentato, ma l’atto narrativo, nelle sue  potenzialità terapeutiche, è reso possibile se avviene attraverso la partecipazione di colui che narra e di colui che, attivamente, ascolta: il medico, lo specialista, l’operatore sanitario. In questa prospettiva, la ‘medicina narrativa’ rappresenta uno strumento importante per promuovere la centralità del paziente, riconoscendo la sua soggettività.
E’ così che, spesso, il disease, come danno biologico, denuncia il coinvolgimento del piano psicologico (illness), del vissuto sociale (sickness).
Le storie dei singoli pazienti diventano storie di cura, per ampliarsi a una dimensione globale, attraverso la considerazione dei parametri sociali che possono influire sulla patocenosi: entrano, così, in gioco altri elementi, che fanno parte di quel mosaico, richiamato in copertina, che è la salute.
L’impostazione filosofica del libro ne sostanzia l’esposizione: i richiami, tra gli altri,  a Nietzsche, Gadamer, Selye, Kant non hanno valore esornativo, né servono per conferire autorevolezza, ma riflettono l’interiorizzazione di frequentazioni annose, metabolizzate, assimilate in una omeostasi della conoscenza, sempre messa a rischio dal dubbio e dal pensiero critico. 
Il titolo, alla fine, si scioglie:  “…andare oltre, lungo i molteplici sentieri della Cura, per comprendere…” (p. 134). Nulla, in questo agile volume, è lasciato al caso, tantomeno la scelta delle parole: comprendere, verstehen, non erklären, spiegare. Utile lettura, soprattutto per gli Studenti dei Corsi di Laurea dell’Area sanitaria, il testo di Zuppiroli invita a un ripensamento della professione del medico e dell’atto sanitario,  alla luce di una Medicina che, sempre più tecnologica, ha bisogno dell’Uomo, per superare la dimensione di Scienza e confermarsi nel suo statuto di Arte. 
ultimo aggiornamento: 27-Apr-2015
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