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SC-SALUTEUMANA Scuola di Scienze della Salute Umana
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Cliente, paziente, persona. Il senso delle parole in sanità

M. Geddes da Filicaia, 2013, Cliente, paziente, persona. Il senso delle parole in sanità
Il Pensiero Scientifico, Roma, pp. 130, Euro 11,00
Donatella  Lippi (Professore Associato MED/02)

Se le parole non sono flatus vocis, questo agile volume, accattivante anche nel formato, è davvero un piccolo gioiello.
L’Autore, medico con solida formazione umanistica e fedele a un’impostazione umana della Medicina, propone, infatti, una riflessione sull’uso di alcuni termini che, apparentemente banali e consumati da un uso tanto frequente quanto superficiale, coprono realtà semantiche profonde.
Molto spesso, infatti, dimentichiamo il valore fattuale delle parole, la loro efficacia espressiva, il senso reale che rivestono: il libro di Marco Geddes diventa, allora, anche una sorta di implicito rimprovero, formulato con grazia e benevolenza, nei confronti di chi, operando in ambito sanitario, non si affida a una scelta terminologica consapevole e motivata.
La comunicazione è uno degli aspetti fondanti della relazione clinica e gioca un ruolo fondamentale anche nella concordance con il….paziente? …cliente?...assistito?
Il primo capitolo è proprio dedicato alla denominazione degli attori: il triangolo di Ippocrate considerava malato, medico e malattia.
Oggi, lo spettro delle relazioni è aumentato, modificando i rapporti e le funzioni e troppo spesso si usa la parola “cliente”, che riconduce all’ambito di un consumismo esasperato, che poco dovrebbe avere a che fare col mondo della salute e della sanità.
Dodici capitoli, brevi ed efficaci, decisi e determinati, compongono il volume, analizzando le espressioni di uso più comune nel quotidiano degli operatori: che rapporto lega il buono e il bello? 
Che cosa significa “qualità”? Se utilizziamo la definizione di ISO 9000, per cui la qualità “è la capacità di un insieme di caratteristiche inerenti un prodotto, sistema, o processo di ottemperare ai requisiti di clienti e di altre parti interessate” (p. 101), cadiamo nella facile trappola di tornare a usare l’esecranda parola “cliente”, che avevamo bandito dal vocabolario del professionista…
E quale rapporto lega accettazione, accoglienza e presa in carico?
Quali gesti e quale storia è sottesa a queste parole?
Il volume di Marco Geddes è, per il medico e l’operatore sanitario, un invito alla riflessione, perché le parole non sono, appunto, flatus vocis, ma vivono di una vita reale, fatta di esperienze, di azioni, di passato.
Decisamente utile per lo Studente dei Corsi di Laurea dell’Area Sanitaria, è una lettura gradevole e proficua anche per i professionisti, che intendano essere padroni più consapevoli del loro linguaggio e, di conseguenza, curatori più saggi anche del loro saper essere.
 
ultimo aggiornamento: 27-Apr-2015
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