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SC-SALUTEUMANA Scuola di Scienze della Salute Umana
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Il fascino dell’ agopuntura. Appunti semplici di principi e pratica

T. Viliani, 2014, Il fascino dell’ agopuntura. Appunti semplici di principi e pratica
Maddali e Bruni Editore, Firenze, pp. 104
Albarosa Gesualdo (dott.ssa in Scienze filosofiche)


Gli antichi paragonano la mano alla ragione.
La ragione è l’arte delle arti, la mano la tecnica
di ogni mestiere.
JOAHNNES W. GOETHE


Come sopravvivere al cambiamento epocale e scientifico. Viaggio dall’ antico Oriente al tecnologico Occidente.

L’associazione del Lyceum Club Internazionale di Firenze, con sede in Palazzo Giugni Fraschetti, ha organizzato, in data 27 novembre 2014, l’ incontro con la dottoressa Tamara Viliani, medico chirurgo specializzato in Geriatria, Scienze della Riabilitazione e Fisiatria, e Agopuntore, e autrice del libro  Il fascino dell’ agopuntura, un’ interessante introduzione pensata appositamente per tutti quei pazienti che scelgono di avvicinarsi a quest’ antica pratica nella speranza di risolvere o alleviare i propri disturbi ma che poco o nulla sanno al riguardo.  La pratica dell’agopuntura ha origini antichissime, come lontano e profondamente diverso rispetto al nostro è il suo mondo, ed il suo retaggio di conseguenza.  Nata presso i cinesi intorno al 3000 a. C., essa è tuttavia rimasta immutata nella sua forma e nella sua pratica per un tempo ai nostri piccoli e finiti occhi umani infinitamente lungo giungendo a noi in eredità, ricca delle sue straordinarie potenzialità e benefici che spesso la medicina moderna, incentrata sulla prassi propriamente scientifica, non in grado di apportate;  e non lo è proprio in virtù di tale limitazione, ossia di questa sua radicata tendenza ad afferrare, analizzare e curare tenendo unicamente conto dei fatti empirici clinicamente analizzabili.  L’agopuntura, una fra le moltissime pratiche alternative di cui oggi disponiamo liberamente, e delle quali la medicina ufficiale si avvale con grande entusiasmo implementandole alle proprie pratiche, costituisce quel punto d’incontro in cui medicina, filosofia ed arte si uniscono mirabilmente a formare uno straordinario connubio aventi come scopo comune il benessere del corpo ferito. Tipico atteggiamento nostro peculiare nei confronti di pratiche alternative come l’ agopuntura, tuttavia, ci induce a guardare nei confronti di essa con un certo scetticismo, o perlomeno genera in noi tutta una serie di domande e curiosità necessitanti di esser soddisfatte appieno prima di abbandonarci nelle mani degli agopuntori;  ma sono proprio tali domande, quelle che in gergo informatico assumono l’ acronimo di FAQ (Frequently Asked Questions), a costituire per noi, o per chiunque si avvicini all’ agopuntura, motivo d’ imbarazzo, in quanto esse svelano quella condizione di ignoranza che gli uomini sono alquanto refrattari a mostrare.  E questo particolare atteggiamento, a metà fra lo scetticismo e la vergogna, ha costituito per la dottoressa Viliani la fonte prima d’ ispirazione per la stesura del suo trattato sull’ agopuntura.  Un trattato originale e profondamente innovativo non solo per l’ argomento relativamente insolito, nei confronti del quale molti di noi abituati alla medicina occidentale-ippocratica nutrono ancora una certa difficoltà ad annoverare fra le scienze mediche in senso stretto, ma soprattutto in quanto per la prima volta esso si rivolge non ad un pubblico medico e clinico, bensì ad un pubblico di pazienti, a tutti coloro che sono interessati all’ agopuntura e pensano di approdarvi frenati tuttavia nel farlo dalle sopra citate FAQ.  Un testo quello della Viliani, dunque, interessante in quanto non dotato del carattere propriamente formativo del personale medico sanitario che hanno a che fare con la pratica dell’ agopuntura, bensì esplicativo, illuminante persino per il pubblico di pazienti che tendono fiduciosi – e speranzosi – la mano verso l’agopuntura. Protagonista del testo non l’agopuntura in sé, bensì l’ approccio del pubblico occidentale ad una pratica solo apparentemente arcaica, che banalmente potremo banalmente riassumere «tutto ciò che avete sempre voluto sapere sull’ agopuntura ma non avete mai avuto il coraggio di chiedere».  Partendo da un’accurata analisi di carattere puramente storico e filosofico, arricchita dalle impressioni frutto di esperienze personali che formano il carattere ed il pensiero non meno della fantasia, dove le conoscenze mediche acquisite in ambito accademico s’ intrecciano mirabilmente con quelle acquisite durante il suo viaggio in Cina alla scoperta del misterioso mondo dell’ agopuntura, la dottoressa Viliani ripercorre con estrema chiarezza le tappe e le ragioni che hanno dato vita a questa antica e sotto molti versi enigmatica pratica, densa di una cultura mistico-filosofica tutt’ altro che indifferente, per approdare, come a termine di un lungo quanto affascinante viaggio, alle ragioni più propriamente medico-benefiche cui l’ agopuntura può indurre.  Pratica, abbiamo detto, antichissima, trova la luce in Cina nel 3000 a. C. e sopravvive indisturbata fino al IX secolo quando, nel 1882, nel pieno fervore ed entusiasmo dell’influenza della cultura occidentale in estremo oriente, viene abolita, ritrovando infine nuova luce in età contemporanea a seguito dell’ ascesa al potere di Mao. Ed in questo mirabolante viaggio dove medicina e filosofia sono inseparabili compagne, che parte da molto lontano, sia in termini fisici che temporali, percorre una tortuosa strada, sfida numerosi ostacoli di varia natura e giunge tuttavia immutata, l’ agopuntura si offre in tempi piuttosto recenti alle mani ingenue dell’ occidente, ma il contagio che il suo fascino esercita è forte  e di rapido impatto. Com’è noto a tutti da secoli, per non dire millenni i cinesi stimolano alcuni punti chiave del nostro corpo, chiamati propriamente ago-punti, con degli aghi appositi, sottili come un soffio gentile (0,35 mm di diametro) e generalmente tri-metallici, sia per lenire la zona dolente dal dolore sia, penetrando alcuni punti particolari che stimolano l’ energia per riflesso in altri organi del nostro corpo, questo splendido panottico in cui tutto è collegato da fili invisibili ed il cui fine ultimo è il benessere complessivo del Tutto.  Ma un fatto eclatante, addirittura sconvolgente, ha costretto numerosi studiosi di vario genere, dai medici, agli antropologi e gli storici, a ribaltare buona parte delle antiche credenze, e questo fu propriamente il rinvenimento di una mummia vecchia di 5000 anni, nella zona di Bolzano, il cui corpo era segnato da particolari tatuaggi;  tatuaggi non aventi valore estetico, bensì mnemonico, in corrispondenza a degli ago-punti che si stimolano per lenire mal di schiena e dolori di pancia.  In seguito, operando accurate analisi cliniche, condotti anche con gli isotopi radioattivi, si è scoperto non solo che questi tatuaggi erano realmente in corrispondenza a degli ago-punti, e che dunque non si trattava di una coincidenza, bensì le analisi istologici hanno diagnosticato che il corpo dell’ uomo dei ghiacci sopravvissuto alle insidie temporali ed ambientali era realmente affetto da terribili dolori cronici, e per l’ esattezza quella propri di una artrosi della colonna e di un’ infezione intestinale causante dolori. Questo fatto, importantissimo sotto più fronti, ha indotto numerosi esperti a pensare che l’ antico popolo un tempo dimorante i luoghi dove la mummia è stata rinvenuta avesse in qualche modo intuito il collegamento fra dolori cronici e stimolazione degli ago-punti, e praticato in qualche modo una forma primitiva di agopuntura. Questo è certamente un evento importantissimo dal punto di vista medico-storico, ed anche di forte impatto emotivo per certi versi, ma ciò non deve condurre fuori strada e, di conseguenza, indurci in errore:  è molto probabile che alcuni popoli primitivi avessero scoperto il particolare collegamento elettrico che sussiste nel nostro corpo e, di conseguenza, capito anche a stimolarlo per mezzo degli ago-punti, ma resta inalterato l’ indiscusso merito dei cinesi che hanno codificato e messo in ordine con straordinario ingegno ed abilità la teoria dell’ agopuntura, ed inserito tale pratica in un sistema filosofico e religioso molto complesso ed ancora oggi ermetico.  E sta propriamente in questo il fascino magico che l’agopuntura possiede ed ancora conserva, e che l’ avvolge tutta in un formidabile abbraccio protettivo come un tempo l’ oceano immenso avvolgeva l’ antica Pangea. Ma il fascino dell’ agopuntura, volendo, trascende il solo aspetto mistico, filosofico e storico per toccare quello più concreto della sociologia, segnando cioè un’ apertura mentale in un tentativo formidabile di conciliare ciò che solo apparentemente è inconciliabile, ossia la medicina scientifica occidentale con alcune pratiche alternative originarie dell’ oriente, e che segna al tempo stesso un incontro fra popoli diversi, fra Oriente ed Occidente, a riprova che il nostro piccolo pianeta azzurro fluttuante nell’ immensità del cosmo è sì più piccolo ma anche più sorprendente e variegato di quanto si immagini.
 
ultimo aggiornamento: 08-Ott-2015
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