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SC-SALUTEUMANA Scuola di Scienze della Salute Umana

Newsletter N. 01/2015

Quando l’epidemia è solo di panico… Il ‘caso’ delle morti dopo vaccinazione anti-influenzale.

Prof. Paolo Bonanni (Professore Ordinario MED/42)

Quella di fine novembre è stata la settimana ‘nera’ per la comunicazione sulle vaccinazioni. Il martedì è uscita la notizia del riconoscimento di un indennizzo ai genitori di un bambino cui fu diagnosticata una sindrome autistica alcuni mesi dopo la vaccinazione con esavalente, il giovedì si è saputo della sospensione di due lotti di vaccino Fluad per tre morti segnalate a poche ore dalla somministrazione.
Chi si occupa di sanità pubblica e prevenzione è ormai in prima linea ogni giorno per difendere le vaccinazioni, definite dall’OMS ‘la più grande scoperta medica mai effettuata dall’uomo’. La vicenda esavalente-autismo dimostra come le evidenze scientifiche siano oggi sempre più frequentemente negate da sentenze basate su perizie mediche che possiamo eufemisticamente definire ‘fantasiose’. Va detto con estrema chiarezza: non esiste alcuna prova scientifica né plausibilità biologica che associ qualsiasi vaccinazione all’autismo, le cui cause sono ancora in gran parte sconosciute, ma che sembra da recenti studi legato a modificazioni della struttura della corteccia cerebrale presenti già nel feto. Ma la notizia rischia di fare danni gravi alle coperture vaccinali dell’infanzia, con un serio rischio di ricomparsa di malattie oggi sotto controllo, oltre a scatenare nuove richieste di indennizzo e a suscitare la falsa credenza nei genitori che la grave disabilità dei propri figli abbia una spiegazione semplicistica.
La vicenda della vaccinazione anti-influenzale presenta aspetti molto preoccupanti per la salute della popolazione anziana e per i malati cronici: non per il vaccino influenzale, che resta un prodotto assolutamente sicuro, ma per l’epidemia di panico che si è scatenata sui media dopo la sospensione ‘cautelativa’ dei due lotti vaccinali. Era evidente fin da subito la non plausibilità della associazione causale tra somministrazione del vaccino e le morti segnalate nelle ore o giorni successivi. Anzitutto, se si fosse trattato di un problema di contaminazione (peraltro estremamente improbabile: sui lotti dei vaccini vengono eseguiti 38 test diversi prima della loro approvazione) le morti si sarebbero verificate entro un tempo simile e per la stessa causa. Invece, in un caso si trattava di infarto e in altri due di meningo-encefalite in soggetti anziani già affetti da patologie croniche. I test effettuati hanno escluso categoricamente una contaminazione dei lotti, e i vaccini dei lotti sospesi risultano perfettamente conformi agli standard produttivi. Il rincorrersi, nei giorni successivi, di nuove segnalazioni di morti dopo vaccinazione era atteso, visto il panico suscitato. Abbiamo calcolato quanti morti si verifichino entro 48 ore da una vaccinazione anti-influenzale per pura coincidenza temporale, e abbiamo potuto concludere che ogni giorno i decessi per cause naturali nella popolazione italiana ≥65 anni vaccinata tra ottobre e dicembre sono da 25 a 30. Potremmo concludere che sono state segnalate molto meno morti dopo vaccinazione influenzale di quelle attese… Al di là della battuta, ci sono purtroppo serie conseguenze di questa epidemia di panico: dal momento della notizia la percentuale di anziani e malati cronici che hanno aderito alla vaccinazione è calata vistosamente. La conseguenza sarà che non potremo somministrare un vaccino molto sicuro per timore di un evento non associato ad esso, e avremo molti più pazienti cronici ed anziani suscettibili di ammalare di influenza, patologia che in tali condizioni è particolarmente grave. Basti ricordare che si calcola che ogni anno vi siano 8.000 morti direttamente dovute all’influenza, circa il doppio delle morti per incidente stradale.
Dobbiamo interrogarci su come rendere più credibile la voce del mondo scientifico, ormai spesso inascoltato. Se non riusciremo a farlo, saremo condannati ad avere ancora altri casi Stamina (in cui si richiedono cure non sperimentate ed inefficaci) e casi ‘vaccino influenzale’ (di cui la scienza ribadisce la grande importanza, ma oggi poco accettato per paure irrazionali).
Come sempre, sarebbe necessario che il mondo della sanità desse il buon esempio. Oggi la media italiana di medici ed infermieri vaccinati ogni stagione contro l’influenza è il 15%, una percentuale vergognosa. Riusciremo ad avere uno scatto d’orgoglio e ad aiutare la popolazione a capire l’importanza della vaccinazione?
 
ultimo aggiornamento: 21-Apr-2015
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