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SC-SALUTEUMANA Scuola di Scienze della Salute Umana

Newsletter N. 01/2015

  • La scienza in edicola: un questione di visibilità
    In allegato a Il Sole 24 Ore, in abbonamento ed in tutte le edicole dell’Emilia Romagna, Toscana, Marche ed Umbria, il settimanale “Eventi” sarà dedicato ai settori  CHIMICA-FARMACEUTICA-BIOTECNOLOGIE.
    L’obiettivo di questa iniziativa è quello di informare - attraverso approfondimenti specifici - i lettori de Il Sole 24 Ore su tutti gli ambiti che caratterizzano questi macro-settori: applicazioni
    tecnologiche della biologia, processi biomedici e farmaceutici, chimica organica, biologia molecolare, genetica, biochimica, microbiologia, istologia, citologia.

 

  • Eccellenze scientifiche
    Bevacizumab vs. ranibizumab: non ci sono evidenze sulla diversa sicurezza dei due bloccanti l’angiogenesi nel trattamento della degenerazione maculare, la principale causa di cecità nella popolazione anziana. Ersilia Lucenteforte e Alessandro Mugelli (NeuroFarBa) pubblicano una revisione  su “Chrocane database Systematic Review

 

  • Eccellenze scientifiche
    Innovazioni tecnologiche a servizio della medicina: scoperto un nuovo meccanismo fisiopatologico nello scompenso cardiaco.
    Raffaele Coppini e Alessandro Mugelli (NeuroFarBa) sono tra gli autori di un articolo pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences of the USA (PNAS) dal titolo “Defects in T-tubular electrical activity underlie local alterations of calcium release in heart failure”.
    L’articolo è frutto della collaborazione di ricercatori dell’area medica e del LENS che ha messo a disposizione l’uso del sistema RAMP (Random Access Multi/photon). Grazie a questo lavoro, gli autori hanno contribuito a descrivere i meccanismi cellulari della disfunzione meccanica e dell’aritmogenesi nello scompenso cardiaco da causa ischemica, la più comune forma di cardiopatia cronica. Nello scompenso cardiaco, la perdita dei T-tubuli è uno dei principali elementi che contribuiscono alle anomalie della dinamica del calcio intracellulare, che a loro volta causano una contrazione rallentata e debole del miocardio. In questo studio è stato dimostrato che la perdita dei T-tubuli è solo una delle possibili modalità con cui la disfunzione del sistema dei tubuli a T porta a un rilascio di calcio disomogeneo. Infatti, i ricercatori riportano che nelle cellule scompensate difetti della propagazione del potenziale d’azione elettrico nei t-tubuli residui non solo provocano la disomogeneità del rilascio di calcio dal reticolo sarcoplasmatico, ma si rendono anche responsabili di una nuova categoria di attività aritmica cellulare, i voltage-associated calcium sparks.

 

  • Claudiu Supuram: la forza del metodo scientifico
    “There are almost never technical solutions to social problems.”ovvero: non c’è soluzione tecnologica che possa superare le umane miserie…
    In un editoriale su Nature (515: 27 nov 2014) Claudiu Supuram viene citato per il contributo offerto a smascherare la frode scientifica organizzata da un ricercatore coreano,  Hyung-In Moon della Dongguk University in Gyeongju, South Korea.
    E’ successo a molti, almeno una volta nella vita professionale, di avere il sospetto che la revisione di un proprio lavoro, sottomesso ad un giornale per la pubblicazione, non fosse stata proprio “peer”. Solo sospetti, ovviamente. Difficile trasformare il sospetto “in prova” quando non sai chi c’è “aldi là” del tracking system. In sostanza, l’unica cosa che rimane è un senso di frustrazione, di ansia quando rifletti sul concetto che la valutazione del tuo operato si basa proprio sul numero dei lavori pubblicati, sulla loro qualità, a sua volta basata sull’indice di impatto dei giornali.
    L’articolo dimostra che il sistema editoriale è fallace, che la scienza non ha ancora sufficienti anticorpi per difendersi dalla tecnologia che essa stessa ha creato.

 

  • Il parere del sociologo
    La nostra scienza, basata su leggi causali, non è solita essere ingannata da una variabile considerata ormai certa, tranne rari casi di rivoluzione scientifica. Le umane aspettative nei confronti di una natura  trascendente, trasformate prima in ipotesi, poi confermate o meno dalle “evidenze”, sembrano altro terreno rispetto alla porzione di natura che chiamiamo fiducia. Il caso del ricercatore coreano mette a nudo l’incontro tra i due terreni della scienza: la causalità e la fiducia tra glia attori della scienza; ambiti che dovrebbero reciprocamente rispettarsi e sostenersi. Talvolta però, viene smascherato uno dei primi impulsi umani, la prevaricazione e l’autoaffermazione nei confronti di una realtà che non chiede gerarchie ma offre scoperte. È compito di noi scienziati scoprirne i limiti, non immaginare confini utili al soddisfacimenti di interessi personali. Poter contare sul buon senso delle menti offerte al progresso scientifico sarebbe splendido; talvolta ci troviamo di fronte ad una fiducia che da accordata si trasforma in tradita. Il pensiero interroga il caso; il caso coreano, sarà un evento statisticamente irrilevante o facendo un test approfondito potremmo ritrovarci con un p-value piuttosto preoccupante? Indici statistici a parte, non sarà mai possibile avere un controllo da Grande Fratello in stile Orwell, ciò che la natura non può darci è l’elemento fondante il nostro modo sociale, la fiducia. Le umane debolezze possono essere tollerate, perdonate, giustificate o combattute o negate. Tutto ciò non cambia la consapevolezza di non essere corpi perfetti.
    Non è possibile trarre un'unica esperienza da questo evento. Sarebbe illusorio e paradossale tentare di eliminare l’inganno dal circuito scientifico; così come sarebbe paradossale arrivare a decostruire il meccanismo di approvazione scientifica se riflettuto in termini più astratti e filosofici. Ma questo è anche un dibattito che si perde nel tempo che vede come protagonisti la trascendenza e immanenza dell’uomo e della natura, come dimostrò l’acceso e mai spento dibattito tra Hobbes e Boyle sulle essenze ed i rapporti tra natura e società. 
    È la storia sia scientifica che sociale a fare da pilastro al metodo di produzione scientifica in rapporto alla società e viceversa. Se davvero riuscissimo ad eliminare quei bugs che talvolta si inseriscono nel circuito di comunicazione e di produzione scientifica, potremmo ritenerci in una fase di stallo scientifico, di impotenza umana verso la scoperta, dato che la certezza non permette dubbi, e senza dubbi non vi è scoperta né progresso, né scienza. Piuttosto, la considerazione della fallacia umana, dovrebbe stimolare la ricerca di altri metodi, consapevolmente imperfetti, per un più efficace controllo. La storia della scienza ci insegna che la certezza non può esistere in un mondo da scoprire, ed infondo è ciò che rende affascinante il nostro lavoro.
    Né giustificazione né solidarietà esprimono al ricercatore coreano; forse un grazie! per averci ricordato l’essenza della nostra materia. Per rafforzare un’ideale di beata imperfezione umana, accorre un pensiero prettamente sociologico ma da un forte imprinting scientifico. Si tratta di Niklas Luhmann, maestro della Teoria dei Sistemi il quale ci insegna ad apprezzare la differenza che sta alla base dell’unità del nostro vivere: il sistema aperto….il dubbio, l’imperfezione, la non universalità della verità (non solo scientifica) è funzionale alla prosecuzione del progresso…
    La scienza si basa su leggi forti, causali, che per essere convalidate debbono essere riconosciute come universali e generalizzabili. Certo, ma che fare nei momenti in cui una rivoluzione costringe a cambiare il sistema stesso, a prendere coscienza dell’errore non visto o non ritenuto tale? La morale della storia del progresso dovrebbe insegnarci a prendere coscienza della paradossalità delle categorie con cui affrontiamo il mondo della verità. Insegnamento che non tende al rinnegamento di tali, piuttosto ad una coscienza fondata sul compromesso semantico. Tutti siamo a conoscenza della fallacia delle categorie assolutizzanti, il fatto è che spesso ce ne dimentichiamo, scoprendoci a costruire grattacieli su palafitte che prima o poi il mare sposterà.

    Dott.ssa Chiara Ciofi

 

  • La prof.ssa Maria Pia Amato è stata eletta membro dell'Executive Committee dell'ECTRIMS (7 membri eletti tra candidati di tutti i Paesi Europei), la più grande organizzazione scientifica in Europa e nel mondo interamente dedicata alla ricerca e terapia della sclerosi multipla. (Sezione di Neuroscienze)
 
ultimo aggiornamento: 21-Apr-2015
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