Con profondo Cordoglio, la comunità accademica e clinica ricorda il Professor Gian Franco Gensini, Professore Ordinario di Medicina Interna, una Persona, un Professore, un Medico, un Ricercatore che ha rappresentato un punto di riferimento per la Facoltà di Medicina e Chirurgia, per la Scuola di Scienze della Salute Umana, per l’Area Biomedica e per l’Ateneo Fiorentino e un Maestro per molti di noi.
Allievo del Professor Gian Gastone Neri Serneri, formatosi e cresciuto nell’Università degli Studi di Firenze, alla quale ha legato l’intero percorso della sua vita professionale, il Professor Gensini ne ha interpretato i valori più autentici, contribuendo in modo determinante al suo sviluppo scientifico, didattico e istituzionale. Nel corso della sua lunga carriera ha ricoperto incarichi di altissima responsabilità, tra cui la Presidenza prima del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia e poi della Facoltà di Medicina e Chirurgia, guidando con autorevolezza e visione fasi cruciali di trasformazione del sistema universitario e sanitario.
Studioso di riconosciuto prestigio internazionale, ha dedicato la propria attività scientifica, attestata anche da oltre 650 pubblicazioni, allo studio delle malattie cardiovascolari, con particolare attenzione ai processi aterotrombotici, alla prevenzione e all’appropriatezza clinica, contribuendo in modo significativo all’avanzamento delle conoscenze in ambito della medicina interna e della cardiologia con uno sguardo attento alla innovazione, alla medicina personalizzata e all’approccio One Health. Ha contribuito in modo determinante all’affermazione di una medicina fondata sull’evidenza scientifica e sulla centralità del paziente.
Clinico di grande esperienza e umanità, ha sempre posto al centro della propria azione la persona, coniugando sapere, responsabilità e attenzione etica, prima nella sua veste di Direttore di Unità Operative Cliniche nel Policlinico di Careggi e poi, fino alla quiescenza, come Direttore del DAI Cardiologico e dei Vasi. Ma soprattutto, è stato maestro: guida sicura e punto di riferimento per generazioni di allievi, ai quali ha trasmesso non solo conoscenze, ma un esempio alto di rigore, integrità e dedizione alla professione medica.
La sua eredità scientifica e morale continuerà a vivere nell’opera dei suoi allievi e nel ricordo riconoscente di quanti hanno avuto il privilegio di incontrarlo e di condividere con lui un tratto di cammino.
Con profonda gratitudine e commozione, ne onoriamo la memoria.
